12/2/2010
Quelli che esagerano
BRUNO GAMBAROTTA
Cara mamma,
ti scrivo queste poche righe per dirti che non devi darti pena se non riesci a venirmi a trovare in ospedale. Ho due vicini di letto simpatici con tanti parenti che li vengono a trovare e stanno qui tutto il pomeriggio.
Ieri hanno portato un’impepata di cozze da far resuscitare i morti; ne abbiamo portata un po’ in rianimazione ma se la sono mangiata gli infermieri. Hanno dei bambini vivacissimi che si divertono più qui che all’oratorio; organizziamo con loro delle gare di corsa nel corridoio, vince chi riesce a portare per primo un pappagallo ripieno di pipì senza rovesciarne neanche una goccia; finora nessuno ci è riuscito. L'altro giorno per scherzo hanno invertito i tubi della flebo di due vecchietti che si lamentavano per il chiasso ed è mancato poco che si liberassero due letti.
Per vendicarsi di un infermiere che li ha rimproverati oggi quei diavoletti sono andati nell’altro reparto e hanno spostato tutte le cartelle cliniche in fondo ai letti. Avevamo scommesso che non se ne sarebbero accorti e abbiamo vinto alla grande.
Stiamo studiando di fare in reparto il gioco dei pacchi; nelle scatole metteremo le protesi, le valvole cardiache, i bisturi.
Il mio vicino vorrebbe metterci anche del materiale biologico, tipo l’appendice o i calcoli della cistifellea ma quelli li teniamo per giocare al Ris di Parma. Adesso ti lascio perché abbiamo mandato un cugino del mio amico a comprare una montagna di kebab e due bottiglioni di vino e quando arriva dobbiamo essere pronti.
Tuo affezionatissimo figlio Bruno
da lastampa.it